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giovedì 16 aprile 2009

Vauro ma non mollo

Mi vergogno a venire fuori cosi` dal nulla, senza scrivere per settimane, neanche una parola sul terremoto, e se mi credete sapete che ho speso il tempo a passare parola e spiegare che la corruzione in Italia non e` un problema astratto, ma la ragione del fatto che in Giappone o in California lo stesso terremoto non avrebbe fatto morti (lo ripetono tutti, ma forse non ci soffermiamo ancora abbastanza ad analizzare le ragioni di questo fatto).
Ho appena letto il bel post "Sgomorra" di Travaglio su voglioscendere.it che vi consiglio. E` la lettura dal punto di vista del cemento di cio` che ha minacciato la vita di Saviano e che minaccia la vita di tutti coloro inconsapevolmente vivono e lavorano e studiano e circolano su opere fatte di fango e detriti inquinanti realizzati su commissione, spessissimo con soldi pubblici e comunitari e con organizzazione capillare.

Pero` e` appena passato Maxcat, che cercava uno specchio per il bagno della galleria dove stanno aprendo il caffe`a Brunswick (Mac Giver passa tutto il suo tempo libero a piastrellare e ancora dobbiamo trovare un nuovo inquilino visto che Banana Yoshimoto ci lascia tra due settimane) e gli ho mostrato gli schizzi che ho fatto su di lui. Sto cercando di rendere le persone e le situazioni che vedo attorno a me, imparare a costruire personaggi e raccontare questa Melbourne e questa Italia tramite vignette narrative, o fumetto.

E poi leggo di Vauro, e vado a rivedere il filmato di Youtube sulla vignetta incriminata, e ancora mi sovvien la solita domanda, che sovviene a tutti quanti dall` estero guardano l`Italia: ma e` vero o no? Le cose raccontate sono vere o no? La mia solidarieta` agli artisti e ai lavoratori che in Italia resistono, ogni giorno, e che sono costretti a comportarsi da eroi e fare spesso la fine dei martiri solo per voler fare bene il loro lavoro o per voler rimanere persone intere.

So che non servira`, ma se Vauro dovesse mai trovarsi disoccupato io pagherei per lezioni a distanza, chiunque (Grillo lo ha gia` detto) lo assumerebbe per il suo lavoro, che mi smuove emozioni e pensiero da qualche lustro.
E` gia` difficile proteggersi dai nocivi somministrati dai nostri media (pessimo cibo per l`anima), se poi togliamo ad uno ad uno tutti i pochi nutrienti rimasti va a finire che uno segue lo chef e cambia ristorante del tutto.

Un abbraccio, sono di fretta, chiedo scusa, sto bene, sono viva, a presto, una altro abbraccio, resistere.

domenica 22 febbraio 2009

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Questo lunghissimo silenzio è stato pienissimo, ho ritraslocato (lo so, è una barzelletta) in posto dove finalmente tra poco torneranno le gatte che aspettano a Byron Bay dai genitori del mio ex (attenzione alla confusione, si chiama Luke anche il mio nuovo compagno di casa) mentre la terza inquilina è il corrispettivo di Banana Yoshimoto nella mia vita australe. Ho iniziato a lavorare per un festival di design (agideas) e altre cosucce non pagate che sommate dovrò collezionare fino ad un totale di 900 ore per quest`anno, per poi chiedere un visto tra due. Una specie di stage spezzettato e personalizzato. Tra l`altro c`è crisi, (grossa grisi) e se non mi muovo da sola la scuola, che dovrebbe occuparsi di questi contatti, non riesce a procurare lavoro neanche ai pochi studenti che stanno primi in lista, tra i quali io con gli altri cerco di organizzarmi in solitaria.

Inizio anche a collaborare a un blog che si chiama WEMAKESTUFFGOOD, lo trovate anche qui a lato, sono amici che vedo spesso e che fanno ed intercettano grande varietà di ottimo cibo per la vita, e anche per questo inizierò (900 ore 900 ore 900 ore) a produrre inizialmente stickers quando inizieremo a vendere roba autoprodotta anche per finanziare l`affitto della stanzetta/ufficio adiacente lo studio/tana dell` artista Justin Feuerring (MAXCAT), tra l`altro mio padrone di casa.

Ho sperimentato il caldo omicida di Melbourne (freddo becco fino a meta` estate e poi la morte rossa tutta insieme), due giorni assurdi poi freschino per altri cinque poi 47 gradi, vento violento bollente più dell` aria e carico di sabbia e polvere, ancora tre giorni fa il cielo era grigio nonostante il sole per il fumo e la cenere degli incendi che hanno incarnato una nuova Pompei. Polemiche, dibattiti e assunzione di responsabilità politiche e sociali. Ho letto giornali che davano le linee guida per la costruzione di case antincendio (che nell` outback deve poter significare preventive ed autoetinguenti), ho visto dipinti di artisti aborigeni sulla tradizionale bruciatura di linee di alberi e zone controllate a rotazione in modo da creare punti in cui l`incendio se dovesse verificarsi si fermerebbe, invece di propagarsi incontrollatamente e pericolosamente.

A prescindere dal dolo o meno quest`episodio, davvero, è qualcosa di sentito e partecipato qui e tutti contribuiscono come possono: chi devolve la mancia da settimane alle vittime, uffici che organizzano raccolte di latte in polvere e disinfettante e cibo e utensili, studenti che fanno qualche ora di volontariato al call center di ascolto e coordinamento aiuti, artisti e operai e casalinghe e impiegati pronti al servizio civile spontaneo in caso di bisogno.

Ho chiesto a molte persone di scrivere di quello che sanno, delle esperienze nelle comunità indigene, dell`Australia chimica e nucleare, dell`Europa vista da quaggiù e dell`identità europea ancora da costruire (per non parlare di quella italiana, che si capisce e si sente quasi solo da emigrati). Spero di ricevere presto tante succose informazioni da poter tradurre e condividere e discutere con chi ne ha voglia qui su queste sedie pieghevoli, temporanee, di passaggio e spero davvero di poter mettere radici a Coburg (il quartiere a fianco a Brunswick, dove abitavo fino a due giorni fa), a Melbourne, e soprattutto nel mio proprio stomaco. Sono ancora alle prese con la digestione di questi ed infiniti altri input che, tutti assieme, non ho smesso di assorbire ininterrottamente, fino a quando il nervosismo non è diventato eccitazione, l`insonnia entusiasmo, la frustrazione urgenza e un problema una meravigliosa opportunità. Adesso però un giorno di pigrizia immobile non me lo toglie nessuno.